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“Residui Solidi”, un commento

Scopri l’intera riflessione di Massimo Baldi su “Residui Solidi”.

 

“(…) un libro impietoso e delicato, pieno di coraggio e di grazia, in cui le crepe che si aprono nella parola non sono il risultato di un gioco lezioso, di uno sperimentalismo ingenuo, ma il profitto di un impegno morale, di un corpo a corpo con la memoria. Racconto dopo racconto, si rafforza l’impressione che nelle parole di chi scrive parli anche un’altra voce, che nella traccia di un linguaggio creaturale, quasi fisiologico, ciò che è assente abbia un primato su quello che c’è. In uno spazio in cui si respirano «profumi tanto forti da sembrare suoni», in cui le apparenze sono l’unica verità in cui provare a orientarsi, i confini della cosiddetta realtà oggettiva e oggettuale si fanno fluidi. La realtà cede il passo non a qualcosa di alternativo ad essa, ma a quella terra di mezzo estetico-percettiva che costituisce la sua fragile infanzia.”